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Sergio Bongiovanni spera che divenga una casa di riposo

L’ex asilo Sorisio va in rovina

Il rammarico del sindaco: « Si poteva recuperarlo »

di Francesco Sermone
[ particolare della facciata dell'edificio ]

Brozolo.    È uno dei pochi nodi che l’Amministrazione comunale guidata da Sergio Bongiovanni non è riuscita a sciogliere.    Si tratta dell’ex asilo Sorisio, di proprietà della Curia di Casale Monferrato.

    L’edificio, che sorge a pochi metri dal palazzo municipale, versa in condizioni a dir poco disastrate.    Muri cadenti, il cortile preda delle erbacce e degli arbusti cresciuti spontaneamente, infiltrazioni d’acqua. Il recupero dell’edificio comporterebbe oggi dei costi insostenibili per il Comune di Brozolo, che già diversi anni fa aveva intenzione di acquisirlo in comodato d’uso gratuito per almeno cinque anni con l’intento di istituire una sezione di scuola materna e di utilizzare i locali per fornire una sede alla Pro loco e all’Avis.    All’interno dello stabile, abbandonato ormai da quasi venticinque anni, si trova anche un cine-teatro che l’Amministrazione avrebbe voluto riqualificare.

    « Purtroppo non siamo mai riusciti a stipulare una convenzione con l’autorità religiosa – spiega con evidente rammarico il sindaco Sergio Bongiovanni – nonostante avessimo insistito non poco.    Vedere l’ex asilo cadere lentamente a pezzi anno dopo anno ci dispiace moltissimo, sopratutto se pensiamo che in passato avremmo potuto utilizzare al meglio una struttura che sarebbe stata molto utile al paese ».

    È questa una vicenda che si trascina da anni.    Il primo cittadino preferisce non entrare nel merito della questione ma appare indubbio che quella dell’ex asilo Sorisio è una spina nel fianco dell’amministrazione che continua a dolere.    Oggi procedere al recupero dello stabile costerebbe non meno di due milioni di euro, una cifra di tre volte superiore all’ammontare dl bilancio comunale.

    « C’è da sperare che qualche società sia interessata ad investire e realizzi una casa di riposo per anziani ».    Una speranza, per quanto remota, che risolverebbe un altro problema: quello della fascia anziana della popolazione che, ad oggi, rappresenta la maggioranza relativa della popolazione di questo comune agricolo abbarbicato sulle colline della Valle Cerrina, ad un paio di chilometri dalla statale 590.

    Il sindaco Sergio Bongiovanni vanta una lunga esperienza amministrativa dato che per 24 anni ha ininterrottamente rivestito il ruolo di vicesindaco.    Dal 2004 è il primo cittadino, a capo di una lista civica denominata Il Campanile (che si è battuta contro la lista civica Viviamo Brozolo e la lista presentata da Alleanza Nazionale), ottenendo il 78 per cento dei consensi.    Nel corso di questi cinque anni la maggioranza di governo ha puntato molti dei suoi sforzi per l’approvazione della Variante generale al Piano Regolatore comunale.

    « Abbiamo recepito le osservazioni addotte dalla Regione Piemonte e mi auguro che entro la fine del nostro mandato si possa giungere alla sua adozione definitiva – afferma il sindaco –.   Purtroppo la burocrazia ha rallentato di molto l’iter e questo ci ha penalizzati non poco perché la Variante avrebbe consentito di ridare nuovo slancio alla nostra comunità ».

    Nel tempo Brozolo si sta lentamente ripopolando.    Dai 310 abitanti dei primi anni ’80 oggi ne conta quasi 500, contro i 1.100 del primi del Novecento.    Una flessione in lento ma costante recupero, causata anche dal ridimensionamento della FIAT, la grande fabbrica automobilistica che, nel periodo di massima espansione aveva convinto molti brozolesi ad abbandonare casa e campagna per stabilirsi nel capoluogo piemontese.

    « Il numero dei residenti ha subìto un significativo incremento grazie al fatto che chi abitava in città preferisce fare il pendolare pur di abitare in una zona tranquilla.    E da questo punto di vista il nostro paese – conclude Bongiovanni – ha molto da offrire a chi intende sottrarsi allo stress e al traffico che attanagliano le grandi città.    Un’occasione che non intendiamo certo lasciarci sfuggire così facilmente ».

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