Brozolo. È uno dei
pochi nodi che l’Amministrazione
comunale guidata da Sergio
Bongiovanni non è riuscita a
sciogliere. Si tratta dell’ex asilo
Sorisio, di proprietà della Curia
di Casale Monferrato.
L’edificio,
che sorge a pochi metri dal palazzo
municipale, versa in condizioni
a dir poco disastrate. Muri
cadenti, il cortile preda delle
erbacce e degli arbusti cresciuti
spontaneamente, infiltrazioni
d’acqua.
Il recupero dell’edificio comporterebbe
oggi dei costi insostenibili
per il Comune di Brozolo,
che già diversi anni fa aveva intenzione
di acquisirlo in comodato
d’uso gratuito per almeno
cinque anni con l’intento di istituire
una sezione di scuola materna
e di utilizzare i locali per
fornire una sede alla Pro loco e
all’Avis. All’interno dello stabile,
abbandonato ormai da quasi
venticinque anni, si trova anche
un cine-teatro che l’Amministrazione
avrebbe voluto riqualificare.
« Purtroppo non siamo
mai riusciti a stipulare una convenzione
con l’autorità religiosa
– spiega con evidente rammarico
il sindaco Sergio Bongiovanni
– nonostante avessimo insistito
non poco. Vedere l’ex asilo cadere lentamente
a pezzi anno dopo anno
ci dispiace moltissimo, sopratutto
se pensiamo che in passato
avremmo potuto utilizzare al
meglio una struttura che sarebbe
stata molto utile al paese ».
È
questa una vicenda che si trascina
da anni. Il primo cittadino
preferisce non entrare nel merito della questione ma appare
indubbio che quella dell’ex asilo
Sorisio è una spina nel fianco
dell’amministrazione che continua
a dolere. Oggi procedere al
recupero dello stabile costerebbe
non meno di due milioni di
euro, una cifra di tre volte superiore
all’ammontare dl bilancio
comunale.
« C’è da sperare che qualche
società sia interessata ad investire
e realizzi una casa di riposo
per anziani ». Una speranza, per
quanto remota, che risolverebbe
un altro problema: quello della
fascia anziana della popolazione
che, ad oggi, rappresenta
la maggioranza relativa della
popolazione di questo comune
agricolo abbarbicato sulle colline
della Valle Cerrina, ad un paio
di chilometri dalla statale 590.
Il sindaco Sergio Bongiovanni
vanta una lunga esperienza
amministrativa dato che per 24
anni ha ininterrottamente rivestito
il ruolo di vicesindaco. Dal
2004 è il primo cittadino, a capo
di una lista civica denominata
Il Campanile (che si è battuta
contro la lista civica Viviamo
Brozolo e la lista presentata da
Alleanza Nazionale), ottenendo
il 78 per cento dei consensi. Nel corso di questi cinque anni
la maggioranza di governo ha
puntato molti dei suoi sforzi per
l’approvazione della Variante
generale al Piano Regolatore
comunale.
« Abbiamo recepito
le osservazioni addotte dalla Regione
Piemonte e mi auguro che
entro la fine del nostro mandato
si possa giungere alla sua adozione
definitiva – afferma il sindaco
–. Purtroppo la burocrazia ha
rallentato di molto l’iter e questo
ci ha penalizzati non poco perché
la Variante avrebbe consentito
di ridare nuovo slancio alla
nostra comunità ».
Nel tempo Brozolo si sta lentamente
ripopolando. Dai 310 abitanti
dei primi anni ’80 oggi ne
conta quasi 500, contro i 1.100
del primi del Novecento. Una flessione in lento ma costante
recupero, causata anche
dal ridimensionamento della
FIAT, la grande fabbrica automobilistica
che, nel periodo di massima
espansione aveva convinto
molti brozolesi ad abbandonare
casa e campagna per stabilirsi
nel capoluogo piemontese.
« Il numero dei residenti ha subìto un significativo incremento grazie al fatto che chi abitava in città preferisce fare il pendolare pur di abitare in una zona tranquilla. E da questo punto di vista il nostro paese – conclude Bongiovanni – ha molto da offrire a chi intende sottrarsi allo stress e al traffico che attanagliano le grandi città. Un’occasione che non intendiamo certo lasciarci sfuggire così facilmente ».
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