Brusasco. Rischia seriamente
la chiusura la Baltea
GTS di proprietà del brusaschese
Marco Violi, noto
in paese come “l’uomo del
castello” di Brusasco.
Attualmente è ferma la
produzione dell’impresa situata
a Leinì e che si occupa
della lavorazione e della
commercializzazione di prodotti,
accessori e servizi nei
campi delle macchine e delle
apparecchiature per ufficio
(toner monocromatici e colorati).
Il manager, fino a poco
tempo fa presidente anche
della Film S.c.s di Monteu,
sta sostenendo un serrato
braccio di ferro con il sindacato
in cui non sono mancati
momenti di forte tensione.
Al proposito il suo legale,
l’avvocato torinese Loreno
Labate, attraverso un comunicato
respinge tutte le accuse
mosse da dipendenti e
sigle sindacali e fa notare che
oltre ad essere lesivi per l’immagine
dell’azienda, di certo
non aiutano i tentativi che
Violi sta da settimane facendo
per trovare una soluzione
ai problemi aziendali.
« In
particolare - spiega il legale-
in relazione al denunciato
mancato versamento dei
contributi Inps, l’azienda è
in attesa del deposito del bilancio
per richiedere all’Ente
previdenziale la rateizzazione
relativa alla mancato
versamento dei predetti contributi. In merito al mancato
versamento del Fondo Cometa
l’azienda è in attesa di
un incontro con i gestori del
Fondo medesimo ».
“A tutt’oggi - prosegue il
comunicato - i dipendenti
della Baltea Gts srl. sono 39,
a gennaio i lavoratori in cassa
integrazione erano 13 operai
e 3 impiegati, nel mese di
febbraio erano 8 operai e 2
impiegati e nel mese di marzo
16 operai ed 1 impiegato. Tutti gli altri lavoratori hanno
percepito lo stipendio fino
al mese di marzo compreso,
stipendi che addirittura sono
stati pagati mediante un anticipo
concesso dalle banche
dietro un conferimento personale
del sig. Violi amministratore
unico della Baltea
G.T.S. S.r.l. pertanto i dati
riferiti dalla rappresentanza
sindacale non corrisponde al
vero".
Dal canto suo, Julia Vermena rappresentante sindacale Fiom-Cgil di Settimo spiega che « in questa vertenza tutte le anime del sindacato sono unite e concordi nel non volere il fallimento della società e nel chiedere il pagamento delle quote arretrate relative a Inps e al Fondo Cometa. È interesse di tutti tornare alla produzione, purchè i debiti pregressi siano regolati ».
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