Brozolo. È il Movimento
Fascismo e Libertà la terza lista
ammessa alle elezioni amministrative
di Brozolo. La conferma,
giunta martedì pomeriggio, permette
a Paolo Sola, 35 anni, di
Leinì, in attesa di occupazione, di
essere il secondo sfidante di Sergio
Bongiovanni, sindaco uscente del
paesino di 500 abitanti.
Con lui
Fabio Toma, 28 anni, lavoratore
autonomo, Andrea Pulice, 33 anni,
disoccupato, Giuseppe Rivelli, 55
anni, disoccupato, Renata Lancini,
50 anni, disoccupata, Gianfranco
Tesauro, 24 anni, impiegato, Rino
Manfuso, tecnico di laboratorio, 43
anni, Fabrizio De Sanctis, 54 anni,
libero professionista, Giuditta Sansotta,
80 anni, pensionata, Davide
Caluppi, studente, 31 anni.
Si tratta
di un movimento che, a livello nazionale,
è stato fondato il 25 luglio
1991 dal senatore Giorgio Pisanò,
classe 1924, fascista e repubblichino
morto nel 1997. Stando ai diversi siti internet
specializzati è l’unico movimento
politico italiano dichiaratamente
fascista, il solo in cui compare
la denominazione “fascismo” sul
simbolo.
La legge che permette la
presentazione delle liste senza l’obbligo
di presentare firme a sostegno
ha contribuito non poco nella scelta
del comune, che Sola dice di conoscere
grazie ad alcuni amici.
Dieci i punti del programma
presentato: contenimento della
tassazione, aumento dell’ICI su
seconde case, cancellazione della
Tarsu attuale e applicazione della
tariffa in base al numero delle persone
che compongono ogni famiglia,
potenziamento delle strutture
per favorire la socializzazione, lotta
al clientelismo e alle commistioni
fra interessi privati e pubblica
amministrazione e “totale cessazione
del malvezzo truffaldino”
di gonfiare le casse comunali con
autovelox tarati a 50 km/h.
La genericità del programma,
il riferimento esplicito al fascismo,
che come tutte le dittature nega la
libertà, la quasi completa estraneità
al paese e alle sue problematiche
devono far riflettere più della credibilità,
tutto sommato relativa, di
un’operazione elettorale di per sé
già dubbia.
Dal canto suo il sindaco Bongiovanni si limita a un sorriso perplesso e preferisce non commentare. Con buona pace della XII norma transitoria della Costituzione per cui commette reato chiunque « fa propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità » di riorganizzazione del disciolto partito fascista. « La legge vieta il partito ma contempla il movimento che si richiami ai nomi purchè non vada contro le leggi » sostiene Sola.
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