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Alle comunali di giugno si presenta anche una lista dall’inequivocabile ispirazione

A Brozolo torna il fascismo

« La legge vieta di ricostituire il partito ma permette che ci sia un “movimento” »

di Alberto Leproni

Brozolo.    È il Movimento Fascismo e Libertà la terza lista ammessa alle elezioni amministrative di Brozolo.    La conferma, giunta martedì pomeriggio, permette a Paolo Sola, 35 anni, di Leinì, in attesa di occupazione, di essere il secondo sfidante di Sergio Bongiovanni, sindaco uscente del paesino di 500 abitanti.

simbolo lista MFL (Movimento Fascismo e Libertà), Paolo Sola

    Con lui Fabio Toma, 28 anni, lavoratore autonomo, Andrea Pulice, 33 anni, disoccupato, Giuseppe Rivelli, 55 anni, disoccupato, Renata Lancini, 50 anni, disoccupata, Gianfranco Tesauro, 24 anni, impiegato, Rino Manfuso, tecnico di laboratorio, 43 anni, Fabrizio De Sanctis, 54 anni, libero professionista, Giuditta Sansotta, 80 anni, pensionata, Davide Caluppi, studente, 31 anni.

    Si tratta di un movimento che, a livello nazionale, è stato fondato il 25 luglio 1991 dal senatore Giorgio Pisanò, classe 1924, fascista e repubblichino morto nel 1997.    Stando ai diversi siti internet specializzati è l’unico movimento politico italiano dichiaratamente fascista, il solo in cui compare la denominazione “fascismo” sul simbolo.

    La legge che permette la presentazione delle liste senza l’obbligo di presentare firme a sostegno ha contribuito non poco nella scelta del comune, che Sola dice di conoscere grazie ad alcuni amici.

    Dieci i punti del programma presentato: contenimento della tassazione, aumento dell’ICI su seconde case, cancellazione della Tarsu attuale e applicazione della tariffa in base al numero delle persone che compongono ogni famiglia, potenziamento delle strutture per favorire la socializzazione, lotta al clientelismo e alle commistioni fra interessi privati e pubblica amministrazione e “totale cessazione del malvezzo truffaldino” di gonfiare le casse comunali con autovelox tarati a 50 km/h.

    La genericità del programma, il riferimento esplicito al fascismo, che come tutte le dittature nega la libertà, la quasi completa estraneità al paese e alle sue problematiche devono far riflettere più della credibilità, tutto sommato relativa, di un’operazione elettorale di per sé già dubbia.

    Dal canto suo il sindaco Bongiovanni si limita a un sorriso perplesso e preferisce non commentare.    Con buona pace della XII norma transitoria della Costituzione per cui commette reato chiunque « fa propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità » di riorganizzazione del disciolto partito fascista.    « La legge vieta il partito ma contempla il movimento che si richiami ai nomi purchè non vada contro le leggi » sostiene Sola.

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