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« Un lavoro mal pagato »: Morello scrive a Gelmini

La protesta dell’assistente amministrativa

di Alberto Leproni
foto: interno degli uffici scolastici

Monteu da Po.    C’è anche il nome di una monteuese molto conosciuta in paese per le sue attività di volontariato fra i firmatari di una lettera inviata nei giorni scorsi al Ministero della Pubblica Istruzione.    Si tratta di Marinella Morello, che insieme ai colleghi della direzione didattica di San Mauro vuole ottenere un equo e minimo riconoscimento salariale per il lavoro fin qui svolto e aumentato nel tempo.

     « Siamo una categoria fantasma –scrivono gli assistenti amministrativi–: quando si parla di scuola non veniamo mai menzionati, ci sono solo docenti, dirigenti e collaboratori scolastici… peccato che a questa categoria inesistente nel corso degli anni siano stati addossati sempre più compiti delicati e specifici, senza alcun tipo di riconoscimento ».

    Gli assistenti amministrativi sono quelle persone che nelle scuole si occupano di tutte le pratiche burocratiche riguardanti gli alunni e gli insegnanti.

    « Siamo l’unica categoria che non ha ottenuto il quinto livello che invece è stato concesso a tutte le altre categorie di impiegati statali –afferma Morello–.    Inoltre fino all’ultimo contratto si poteva accedere alla professione con la sola terza media, adesso hanno aumentato il titolo di studio per cui è richiesto un diploma, sono aumentati i lavori ma non lo stipendio ».

     Per poter ottenere un aumento mensile di 30 euro, secondo la lettera, occorre presentare una domanda per la valutazione dei titoli culturali e professionali e superare una prova preselettiva, di 60 domande a cui rispondere in 60 minuti, riguardante diverse materie fra cui diritto amministrativo e conoscenza di nuove tecnologie.    Superato il test si accederà a una graduatoria del personale da avviare a corsi di formazione con tanto di test on line, tutor, presidenti di commissione ecc...
    « In pratica un mucchio di soldi distribuiti a pioggia a persone che molte volte ne sanno meno di noi.    Visto che in questi mesi si parla incessantemente di combattere lo spreco nel pubblico impiego, cosa che per altro condividiamo, questo agire non va nella direzione opposta? ».

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