Cavagnolo. E’ stata accolta
con grande soddisfazione
da tutta la popolazione
di Cavagnolo la notizia del
rinvio a giudizio dei due imputati
dell’inchiesta sui malati
e morti d’amianto (quasi
3.000 casi) alla Eternit Italia.
Il magnate svizzero Stephan
Schmidheiny e il barone belga
Jean Loui De Cartier De Marchienne
saranno processati a
dicembre a Torino, e non a
Genova come richiesto dalla
difesa.
Per una volta il sindaco
Franco Sampò e l’ex-primo
cittadino Mario Corsato sono
uniti nella soddisfazione per la
sentenza del tribunale torinese
che di fatto ha ritenuto plausibile
il lavoro del procuratore
vicario Raffaele Guariniello
e del suo staff.
« Sono molto
contento per questa sentenza
che di fatto apre la strada
a un processo epocale, anche
se i tempi saranno ancora lunghi. Diciamo che è stato fatto
un primo passo per ottenere
giustizia e nella direzione che
speravamo noi tutti », afferma
Sampò, visibilmente sollevato
e rinfrancato che a causa
dell’amianto killer ha perso
padre, madre e un fratello.
Un risultato tanto più importante se si considera i 1500 esposti presentati dai sindaci dei Comuni interessati dal problema amianto e il rifiuto opposto all’offerta della proprietà dell’Eternit che a titolo di risarcimento aveva offerto 60 mila euro per ogni lavoratore morto e 30 mila per ognuno dei deceduti per causa indiretta. Più pacato il commento di Corsato che afferma che a questo punto: « Si spera solo che il processo non sia vittima delle lungaggini che di solito accompagnano l’amministrazione della giustizia in Italia ».
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