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Rinvio a giudizio per il magnate svizzero e il barone belga

Amianto, il processo si farà a Torino

Eternit, soddisfazione per la popolazione della collina

di Alberto Leproni
foto: Franco Sampò parla al microfono, tettoie ondulate di Eternit che si disgregano

Cavagnolo.    E’ stata accolta con grande soddisfazione da tutta la popolazione di Cavagnolo la notizia del rinvio a giudizio dei due imputati dell’inchiesta sui malati e morti d’amianto (quasi 3.000 casi) alla Eternit Italia.

    Il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Loui De Cartier De Marchienne saranno processati a dicembre a Torino, e non a Genova come richiesto dalla difesa.

    Per una volta il sindaco Franco Sampò e l’ex-primo cittadino Mario Corsato sono uniti nella soddisfazione per la sentenza del tribunale torinese che di fatto ha ritenuto plausibile il lavoro del procuratore vicario Raffaele Guariniello e del suo staff.

    « Sono molto contento per questa sentenza che di fatto apre la strada a un processo epocale, anche se i tempi saranno ancora lunghi.    Diciamo che è stato fatto un primo passo per ottenere giustizia e nella direzione che speravamo noi tutti »,  afferma Sampò, visibilmente sollevato e rinfrancato che a causa dell’amianto killer ha perso padre, madre e un fratello.

    Un risultato tanto più importante se si considera i 1500 esposti presentati dai sindaci dei Comuni interessati dal problema amianto e il rifiuto opposto all’offerta della proprietà dell’Eternit che a titolo di risarcimento aveva offerto 60 mila euro per ogni lavoratore morto e 30 mila per ognuno dei deceduti per causa indiretta.    Più pacato il commento di Corsato che afferma che a questo punto: « Si spera solo che il processo non sia vittima delle lungaggini che di solito accompagnano l’amministrazione della giustizia in Italia ».

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