San Sebastiano da Po.
(r.s.) E’ stata un’estate
ricca di iniziative alla Cascina
Caccia, bene confiscato
alla ‘ndrangheta, di proprietà
della famiglia Belfiore, da
cui partì l’ordine di uccidere
il Procuratore di Torino
Bruno Caccia.
Da oltre un
anno, questo bene è stato
restituito alla collettività ed
è iniziato un importante
percorso di civiltà, grazie
al Gruppo Abele, a cui la
cascina è stata assegnata. Dagli inizi di luglio, si sono
alternati per tutta l’estate
gruppi di giovani, che hanno
deciso di trascorrere una
settimana delle loro vacanze
partecipando ai campi di
lavoro di Libera. Un’attività
che ha coinvolto giovani
volontari provenienti da
tutta Italia, con lavoro nei
campi e nella cascina, abbinato
alla formazione ed allo
studio dei fenomeni mafiosi.
« Proprio questa esperienza
di “Estate Liberi” – spiegano
i responsabili di Cascina
Caccia – è una delle armi
nelle mani della società civile
per rispondere alla violenza alla protervia, all’illecito
potere accumulato dalla
malavita. Una zappata, una
serata ad analizzare il potere
malavitoso, il confronto
sugli atteggiamenti vitali
per la mafia e la cultura
dell’impegno civile riescono
a sferrare colpi decisivi ad
organizzazioni che vengono
dipinte come invincibili ».
Quando Cascina Caccia
venne inaugurata, il fondatore
del Gruppo Abele, don
Luigi Ciotti, disse sicuro:
« Sarà una nova Barbiana »,
facendo riferimento a don
Lorenzo Milani.
Il cammino avviato non si
è dunque fermato nell’estate,
con i campi di lavoro (ai
quali ha collaborato la rete
di Libera Piemonte, con il
Presidio Renata Fonte ed il
Presidio Rita Atria e la rassegna
“Armonia”, iniziata
a fine giugno e che ha portato
a Cascina Caccia vari
artisti, a partire da Giulio
Cavalli, attore e regista teatrale
che vive sotto scorta
per la sola colpa di aver fatto
nomi e cognomi.
Cavalli
ha presentato il suo lavoro
dedicato a Bruno Caccia:
insieme alla “Tromba del
Trambusto” di Acmos (l’associazione
che, insieme con
il Gruppo Abele, si occupa
della gestione della cascina),
ha recitato “Il sorriso di
Bruno Caccia”, un reading
teatrale di profondo impatto
accompagnato dal Gruppo
da camera del Conservatorio
Giuseppe Verdi di Torino; una
lettera aperta a Bruno Caccia
e a Domenico Belfiore,
condannato all’ergastolo
come mandante dell’omicidio. Centinaia le persone
emozionate, tra le quali
Paola Caccia, figlia del procuratore
e Gian Carlo Caselli,
attuale procuratore di
Torino.
Le emozioni sono proseguite con il maestro e compositore Ezio Bosso, con il Buxus Consort. Un’altra serata è stata dedicata al jazz, con Furio Di Castri. L’ultima giornata ha visto protagonisti il concerto dell’Orchestra di Musica Viva e Syn(e)chronie e l’esibizione del Coro dei Piccoli Cantori di Torino, diretti da Carlo Pavese.
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