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Potatura del gelso di Piazzo, Luigi Cuomo attacca duramente l’Amministrazione comunale

« Vergogna, hanno denunciato un volontario »

Il piazzese: « Mi ha autorizzato l’assessore De Paoli, che si è pure complimentato »

[ Luigi Cuomo ]

Lauriano. (r.l.) « Il sindaco di Lauriano mi ha denunciato perché ho fatto volontariato a favore del Comune. Quanto è accaduto è una vergogna non solo per me, ma per tutto il paese »: è infuriato Luigi Cuomo, che il 2 agosto scorso potò un gelso situato sulla “terrazza panoramica”, in via La Pietra, all’ingresso della frazione Piazzo. « Sono stato autorizzato dall’assessore Antonio De Paoli, che si è persino complimentato con me. Non avrei mai effettuato la potatura del gelso di testa mia, perché rispetto sempre le regole – afferma Cuomo, imprenditore edile, che da quasi due anni vive a Piazzo, in via XXV Aprile 7 -. Il mio intervento ha fatto molto bene al gelso. Tutti possono constatare che l’albero è rinato. Io sono a conoscenza delle tecniche di potatura e mi sono messo a disposizione gratuitamente per la comunità. Ritengo sia veramente vergognoso il comportamento che mi è stato riservato. Quanto è accaduto scoraggia qualsiasi persona a fare volontariato ». E’ successo che, cinque giorni dopo la potatura, il sindaco Matilde Casa ha denunciato Cuomo, per « danneggiamento al patrimonio arboricolo », alla caserma dei carabinieri di Casalborgone ed alla stazione chivassese del Corpo Forestale dello Stato. Secondo il sindaco Casa, Cuomo avrebbe « danneggiato e gravemente deturpato l’albero di gelso secolare di proprietà comunale sito sul marciapiede pubblico di via La Pietra ». Secondo il sindaco laurianese, « con mezzi ed attrezzi da taglio, in assenza di alcuna autorizzazione », Cuomo avrebbe « completamente asportato la chioma dell’albero, lasciando brandelli di rami ed apparato fogliare assolutamente insufficienti alla sopravvivenza della pianta ». Intenzione del sindaco Casa è addirittura di costituire il Comune quale parte civile, per la richiesta dei danni. Sono partiti gli accertamenti e Cuomo è stato sentito dai carabinieri casalborgonesi. « Ho solo detto la verità, ovvero che l’albero aveva una fronda imponente, che rendeva difficoltoso il passaggio sul marciapiede – riferisce il piazzese denunciato -. Alcuni rami del gelso prendevano sulle case che si trovano sotto la “terrazza panoramica”, con un evidente pericolo per le persone che vi abitano. Per questo motivo, domenica 26 luglio, uscito dalla messa nella chiesa di Piazzo, chiesi all’assessore De Paoli se potevo dare un aiuto, potando l’albero e pulendo il marciapiede, tutto ovviamente in forma gratuita, per contribuire ad abbellire il paese. L’assessore De Paoli mi disse che andava bene. Gli chiesi se era necessario uno scritto da parte del Comune, ma lui mi assicurò che non necessitava, perché avrei operato per il dalbene della comunità, in forma del tutto volontaristica ». Aggiunge Luigi Cuomo: « Si pensi che l’assessore De Paoli, nell’autorizzarmi a potare il gelso, mi chiese se avevo la possibilità di intervenire su altri alberi pericolanti che si trovano vicino al gelso. Io risposi che ero disponibile a farlo, sempre in forma gratuita, mettendo a disposizione il mio autocarro, attrezzato con la gru. Inoltre, mi sono offerto di ripristinare, sempre a costo zero per il Comune, le lampade ed i lampioni stradali posti lungo via La Pietra, che attualmente non funzionano, e l’assessore De Paoli mi ha risposto che andava benissimo ». Aggiunge Cuomo: « Quando stavo potando il gelso, sul posto si sono recati sia l’assessore De Paoli che il sindaco Casa. De Paoli mi ha detto che stava svolgendo un ottimo lavoro, molto meglio di quanto lui si era immaginato. Il sindaco Casa mi ha salutato cordialmente e mi chiesto scherzosamente: “La pagano bene?”. Le ho risposto che stavo dando un contribuito volontario e gratuito per la comunità piazzese. Il sindaco mi ha ringraziato ed è andata via. Io ho quindi proseguito tranquillo il mio lavoro. Pochi giorni dopo ho appreso della denuncia. Giudico deplorevole, soprattutto dal punto di vista morale, sia il comportamento del sindaco Casa che quello dell’assessore De Paoli. E’ questa la condotta che dei pubblici amministratori tengono con un cittadino disponibile a collaborare per il bene comune? ».

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