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Amianto: il Comune chiede il riconoscimento

« Cavagnolo deve diventare “sito nazionale di bonifica” »

Sampò: così potremmo ottenere finanziamenti

[ manifestanti con striscione ]

Cavagnolo. (r.c.) L’Amministrazione comunale di Cavagnolo sta operando allo scopo di ottenere per il proprio territorio la qualifica di “sito nazionale di bonifica”.    Lo annuncia il sindaco Franco Sampò: « Ci stiamo attivando in ogni sede per raggiungere questo obiettivo, che permetterà di ottenere adeguati finanziamenti per effettuare le bonifiche, dalle onduline al pulviscolo.    Il primo passo è l’effettuazione di un censimento della presenza di resti di amianto sul territorio sia di Cavagnolo che dei Comuni circostanti ».

    Il censimento avverrà in forma volontaria.    « Chi deve affrontare il problema dello smaltimento dell’amianto che si trova sulla propria proprietà – spiega il sindaco – potrà segnalarlo al Comune, attraverso un’autocertificazione.    Se vi saranno molte segnalazioni e soprattutto se il territorio interessato sarà più vasto dei confini comunali di Cavagnolo, le possibilità di essere riconosciuti come “sito nazionale di bonifica” saliranno.    Per questo motivo ho già informato i sindaci di Brusasco, Brozolo, Monteu da Po e Lauriano, affinché valutino la possibilità di aderire a questa iniziativa, che mira soltanto a portare nella zona collinare delle risorse per risolvere il problema dell’amianto ».

    Circa l’entità del finanziamento, il primo cittadino è ottimista: « Se diventeremo sito nazionale, il contributo per le spese di bonifica dovrebbe essere sostanzioso, ma non coprirà il cento per cento dei costi.    Il Comune potrebbe in tal caso intervenire per integrare il contributo, utilizzando le risorse che si prevede possano giungere dalla richiesta danni per la costituzione come parte civile al processo che inizierà il 10 dicembre al Tribunale di Torino ».    L’operazione a cui stanno lavorando il sindaco e la Giunta di Cavagnolo non è semplice e coinvolge competenze di vari enti: dalla Regione Piemonte all’Arpa, sino al Ministero dell’Ambiente.

    « La Città di casale Monferrato ha ottenuto il riconoscimento di “sito nazionale di bonifica” da ben otto anni – afferma il sindaco Sampò –.    Anche Cavagnolo ed i Comuni limitrofi, che sono stati pure martoriati dalla strage delle fibre d’amianto, hanno questo diritto.    Dopo essere stati tartassati gravemente in tema di salute e di affetti, per la perdita di persone care, non vorrei che i cavagnolesi e i residenti nella collina fossero penalizzati anche nel portafogli, dovendo poi in futuro doversi pagare i costi delle bonifiche dell’amianto ».

    Sempre in tema di amianto va segnalato chenei giorni scorsi, alla 12a edizione del festival Cinambiente svoltosi a Torino, è stato presentato il documentario 600 mila fibre in un respiro, dei giornalisti Lorenzo Gigli e Michele Ruggiero.    Viene ricostruito il faticoso e lungo cammino sindacale e giudiziario che sfocerà nel processo che vede il procuratore Raffaele Guariniello interpretare la pubblica accusa, con sul banco degli imputati i responsabili degli stabilimenti Eternit.    Un titolo significativo: da numerosi rapporti sulla fabbrica di amianto, l’ispettorato alla sicurezza rilevò, negli anni Sessanta, che, in alcuni reparti operai e operaie inalavano ad ogni respiro ben 600 mila microscopiche e micidiali fibre di amianto, responsabili di tante morti e tanti lutti.

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