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Sabato 10 e domenica 11 alla Fortezza: accampamento, rancio, assalti e... visite guidate

Picche e moschetti: rievocato l’assedio del 1625

Pienamente riuscita la due giorni organizzata da Fondazione e Coordinamento Gruppi Storici

di Katia Chiarello
[ due fasi della rievocazione ]

Verrua Savoia.    Sabato 10 e domenica 11 ottobre, alla Fortezza di Verrua Savoia, è stato ricordato l’assedio del 1625, conclusosi con la ritirata dell’armata spagnola, dopo tre mesi di bombardamenti e la perdita di oltre diecimila uomini.    Per la prima volta, la Fondazione Eugenio Piazza Verrua Celeberrima ha proposto un raduno di più gruppi storici, della durata di due giorni.

    Erano presenti infatti il Gruppo Storico di Santa Brigida di Rivoli, la Compagnia della Picca e del Moschetto di Novi Ligure, la Compagnia Melleus di Palmanova Trieste, l’Assocoazione Tabula Rasa di Jesi e il gruppo francese Le Crevette dalla Borgogna.    Sabato 10, nel primo pomeriggio, si sono aperte le visite alla Fortezza ed all’accampamento allestito nei prati, sul dongione e nella vecchia caserma.    Per cena è stato proposto il rancio insieme ai soldati, a base di polenta e formaggi.

    Le visite guidate in notturna, a cura dell’Associazione La Rocca, sono durate fino a tardi e, nel frattempo, si è svolta la presentazione del testo “Le Rue del tempo”, di Jamila Bertero.    Nella mattinata di domenica 11 gli spari dei cannoni e dei fucili hanno fatto da colonna sonora alle battaglie tra spagnoli, francesi e sabaudi.    Tutto è stato ricreato perfettamente, dalle scaramucce tra i picchieri, gli assalti dei fucilieri alle respinte dei granatieri.    Anche l’assalto alla cannoniera degli spagnoli respinti dagli artiglieri francesi, fino al tentativo degli ispanici di entrare nella Fortezza con le scale, vinti dalla collaborazione franco-sabauda, è stata curata nei minimi dettagli.    Per rifocillare i combattenti e non, è stato quindi servito, nella vecchia stalla, un pranzo a base di polenta e salsiccia.    Al termine sono stati gustati i torcetti della Pro Loco di Brandizzo, preparati a mano sul momento, doclemente accompagnati dalla Malvasia di Moncucco.    Nel pomeriggio sono stati riproposti gli esercizi militari e le scaramucce fra gli eserciti, prima dell’incontro con la Marchesa Luisa Invrea.

    Nel cortile della Fortezza si è svolto il Mercatino di oggetti rievocativi con bancarelle tipiche del 1600.    Spiega Alessia Giorda, della Compagnia di Santa Brigida: « I gruppi sono formati da diversi figuranti: uomini, donne e bambini in veste di soldati, mogli, vivandaie, mentre i calzolai o i sarti che hanno esposto presso le bancarelle si occupano realmente della fornitura originale per il taglio dei vestiti, i tipi di cuciture e la realizzazione di tutti gli accessori utili, perché per rappresentare al meglio la tradizione militare italo sabauda si è optato per un assoluto rigore storico filologico nel ricreare le uniformi e gli ambienti dei vari reggimenti ».    Si è svolta una dimostrazione di come un antico chirurgo, detto cerusico, estraeva un proiettile da un soldato ferito.

    E’ stato un altro pienone di visitatori alla Fortezza, grazie all’associazione Eugenio Piazza - Verrua Celeberrima Onlus, agli amici dell’Associazione La Rocca ed al Coordinamento Gruppi Storici di Torino, che hanno consentito a tutti i partecipanti di compiere un tuffo nel passato ricco di storia e suggestioni.

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