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Si chiama Amir Lafdaigui ed ha 29 anni

Brusaschese trainer di successo per tanti personaggi di Torino

Il padre è egiziano, la madre veneta

di Erika Anna Savio
[ Amir Lafdaigui ]

Brusasco.    Un brusaschese trainer dei vip torinesi.    Collabora con il professor Luciano Gemello, docente universitario alla facoltà di Scienze Motorie e titolare di Palestre Torino.    Si tratta di Amir Lafdaigui, 29 anni, con padre originario di Casablanca, in Marocco, e madre veneta.

    « Non posso fare nomi, ma alleno, con Gemello, noti attori, imprenditori ed artisti.    Gente famosa, che viene in palestra o si fa seguire a casa propria – spiega Amir Lafdaigui, che per ora è più conosciuto negli ambienti vip torinesi che tra i brusaschesi.    I suoi clienti esprimono un parere unanime: « Allenarsi con Amir produce indubbi benefici sulla forma fisica: grazie a lui, i glutei arriveranno a sfidare la forza di gravità, mentre i bicipiti si riaffacceranno orgogliosamente al mondo.     Se, mentre si soffre fra pesi e squat, si riesce a fare lo sforzo di intavolare un discorso con lui, si scoprirà che il training fa bene anche all’anima.

    Amir, insomma, non fa del bene solo al corpo, ma anche allo spirito ».    Non per niente l’alta di Torino ha scelto lui e la sua società per restare in forma.    Lafdaigui sta anche scrivendo un libro sul mestiere del trainer e a lui sono affidate rubriche di sport e benessere in numerose riviste torinesi e nazionali.    Il giovane brusaschese è arrivato velocemente agli alti livelli di un mestiere con un forte tasso di concorrenza.

    Tutto nasce l’indubbia capacità tecnica ed alla seria preparazione: dalla laurea in Scienze Motorie agli anni di pratica di vari sport, con tantissimo lavoro sul campo; ma dalla sua Lafdaigui ha soprattutto lo spirito giusto, la “testa”.    Il suo entusiasmo coinvolgente fa in modo chi si allena con lui si senta stimolato anche mentalmente, attraverso la consapevolezza dei gesti fatti, la trasmissione di trucchi per ottimizzare le risorse e la possibilità di conversare piacevolmente anche su vari argomenti: dalla lettura (è un fan di Tony Buzan, lo psicologo inglese delle “mappe mentali”) al cinema, dalla gastronomia etnica ai viaggi.

    Da Brusasco a Torino, fino alle case dei vip.    « Dopo essermi specializzato sono venuto a lavorare in città, in una multinazionale – spiega Lafdaigui –.     Quando mi sono accorto che non sarei cresciuto, che da loro ero solo “un numero”, ho tirato fuori la tenacia.    Io sono un sognatore, ma credo che la fortuna non arrivi per caso.    Bisogna volerla.    Anche per chi, come me, arrivava da fuori, senza conoscenze né spintarelle, è possibile ottenere importanti risultati.    Io ho cercato per tutta Torino chi fosse il miglior maestro.    Poi mi sono gettato a lavorare con tutte le mie forze.    Luciano Gemello, inizialmente, mi ha fatto gestire una piccola palestra.    Gli ho dimostrato quanto ero pronto a dare, lavorando sodo per migliorarlo.    Così sono passato al Cus, dove ho cominciato ad avere visibilità e a conoscere atleti della Nazlonale ».

    Lafdaigui à caparbio e continua a mirare in alto: « Se punti al meglio, male che vada arriverai al buono » è la sua filosofia. Non fa differenze tra vip ed altri clienti: « Chi si rivolge ad un trainer ha bisogno di un servizio di qualità e io ovviamente mi impegno per dare il massimo a tutti ».

    Infine, Lafdaigui dispensa qualche consiglio che può valere per qualsiasi attività: « Non bisogna mai fermarsi ed essere sempre pronti a impegnarsi, senza farsi abbattere dalle possibili delusioni. Per far questo e raggiungere gli obiettivi è necessario il sostegno della passione per ciò che fai, devi amare il tuo lavoro per capire che persino i sacrifici arricchiscono di valore le soddisfazioni.    E’ il più grande insegnamento che mi ha dato la mia famiglia: senza il sudore non si ottiene nulla ».

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