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L'Usd Lauriano di calcio a cinque (serie C2) non può disputare le partite di campionato nell'impianto di via Marconi

« Costretti ad andare a giocare a Cavagnolo »

Il presidente Fuoco: il bando per la gestione emanato dal Comune è impraticabile

[ Dante Fuoco - impianto sportivo ]

Lauriano. (r.l.)    Grande amarezza nella dirigenza della squadra di calcio a cinque USD Lauriano, che milita nel prestigioso campionato di C2, ma che è stata costretta a trasferire la sede dei propri incontri casalinghi del lunedì sera al Palazzetto dello sport di Cavagnolo.

    A storcere il naso è il presidente dell’Usd Lauriano, Dante Fuoco: « E’ un vero peccato che l’Amministrazione comunale di Lauriano si sia dimostrata sorda alle nostre richieste di gestire gli impianti sportivi di di via Marconi e abbia invece indetto un bando assolutamente impraticabile per un’associazione sportiva dilettantistica, ma anche per qualsiasi altro soggetto, sia privato che volontaristico ».

    Per quale motivo?    « Come si fa a prevedere che il gestore degli impianti debba partecipare per una consistente quota, pari al 30%, alle spese straordinarie?    Il degrado del campo è sotto gli occhi di tutti.    Ad ogni 10 mila euro di spesa, noi ne avremmo dovuti pagare tremila.    Dove li prendevamo?    Non siamo una multinazionale, ma una squadra di calcio a cinque ».    La nuova Giunta ha deciso di revocare la convenzione al vecchio gestore, il circolo Corto Maltese, originando un contenzioso civile tuttora in corso.

    « A dimostrare che quel bando era impraticabile ci sono i fatti: l’associazione che ha preso in carico l’impianto di via Marconi è durata appena qualche settimana e poi ha dovuto rinunciare.    Prima ancora di cominciare ogni attività ha deciso di ritirarsi – afferma il presidente Fuoco –.    L’altro grande sbaglio della nuova Giunta è stato di scorporare la gestione del campo di calcio a cinque dal bar.    Il locale di ristoro era infatti stato concepito proprio con lo scopo non solo di fornire un servizio, ma anche per creare quel minimo di reddito che giustificasse la presenza di un gestore.    Siamo a Lauriano, non a Torino o in una popolosa città della cintura torinese.    Qui da noi il numero dei frequentatori è giocoforza basso e mai nessun gestore potrà ricavare il minimo indispensabile solo con l’affitto del campo di erba artificiale.    Il bar serviva per far quadrare dei conti già molto “tirati”.    In Comune questo non l’hanno capito e adesso in via Marconi ci ritroviamo un campo gestito provvisoriamente dai volontari della Pro Loco, che con la buona volontà si sono resi disponibili per una fase transitoria che non si sa quanto tempo durerà.    Non va bene così ».

    Negli anni scorsi, la squadra presieduta da Fuoco giocava a Lauriano, al campo di via Marconi, ma si chiamava Crescentino.    Ora si chiama Usd Lauriano, ma gioca a Cavagnolo.    « Anche per questo non riusciamo a “digerire” il comportamento della Giunta di Lauriano – afferma Fuoco –.    Abbiamo speso molti soldi, seguendo una procedura particolare, per ottenere il cambiamento del nome senza perdere i titoli sportivi e l’importante categoria raggiunta.    Tutto per portare avanti il nome di Lauriano.    Come siamo stati ricompensati?    Con una porta in faccia ».

    Prosegue Fuoco: « La consigliera Silvana Bosso, incontrandomi per la strada, mi ha pure dato del bugiardo, sostenendo che siamo stati noi dell’Usd Lauriano a non voler gestire il campo.    Le ho risposto che è stato il Comune a scegliere un bando che io considero “capestro” per qualsiasi associazione ».

    Aggiunge Fuoco: « Faccio una notazione personale.    Abito da 31 anni a Lauriano e per 13 anni sono stato un dipendente comunale laurianese, ma non sono mai stato trattato così male come da questa Amministrazione.    Oltre ad aver preso ingiustamente del “bugiardo” da Silvana Bosso, non dimentico la vicenda del ponteggio comunale sparito dalla sede della Protezione Civile, alla stazione ferroviaria.    Venni infatti convocato presso la caserma dei carabinieri per la sparizione del ponteggio, che si trovava invece a casa di Vincenzo Poggi, il padre dell’allora presidente del Consiglio comunale, Mauro.

    Devo ancora sapere adesso chi indicò il mio nome ai Carabinieri e soprattutto vorrei sapere com’è andata a finire la storia, visto che io all’epoca non dormii una settimana, perché per una persona onesta è ovviamente uno shock essere chiamata in caserma per rispondere di qualcosa di cui è estraneo.    Attendo ancora le scuse.    Nel frattempo – conclude – questa Amministrazione comunale continua a trattare a pesci in faccia sia il sottoscritto che la società sportiva che mi onoro di rappresentare ».

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