Cavagnolo. Mentre
il crepuscolo autunnale
incalza, nella piazza
Vittorio Veneto si svolge
la commemorazione del
“4 novembre” festa delle
Forze Armate e dell’Unità
Nazionale nella quale,
anche a Cavagnolo
vengono commemorati
i Caduti. Sono presenti
le autorità del Comune
e rappresentanze dei comuni
limitrofi, accorsi per
rendere i propri omaggi.
Il corteo è aperto dalla Banda musicale “G.B. Viotti” di Fontanetto Po,
solitamente diretta dal
maestro Tonino Puggio,
ma guidata per l’occasione
da Massimo Mocca
(clarinetto), vede al
seguito gli stendardi e i
rappresentanti delle diverse
associazioni, fra le
altre gli “ex combattenti”
e ovviamente gli Alpini
che spiccano per il numero
e per la visibilità delle
loro tradizionali penne.
E’ dalle parole di uno dei
portavoce degli Alpini e
da quelle del sindaco che
apprendiamo il vero significato
di questa festa. Dice Carlo Olmo: « Bisogna
dare il buon esempio
alle nuove generazioni:
libertà e giustizia non
sono beni acquisiti, ma
vanno conquistati giorno
per giorno: nel momento
in cui pensiamo di averle
conquistate, corriamo il
rischio di perderle immediatamente ».
Gli fa eco il sindaco Franco Sampò che rivolgendosi a tutti i presenti, ma con lo sguardo sui numerosi giovani boy scout intervenuti dichiara: « I bambini sono il tassello più importante di questa operazione di memoria, perché due stati d’animo distruggono il futuro: il non ricordo e l’indifferenza. Dimenticarsi del passato e di ciò che è stato è un errore che non possiamo assolutamente permetterci di commettere ».
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