Lauriano.
(r.l.) Un
gruppo di famiglie non
riesce a dormire a causa
dello schiamazzo provocato
da galli e galline. Accade in borgata Crosi,
dove i residenti, esasperati
da notti insonni, si
sono rivolti al Comune,
sinora senza alcun risultato.
« Una situazione
che è cominciata nel luglio
scorso – affermano
Angela Murone, Monica
Volpe, Silvio Matera ed
Angelo Actis Giorgetto,
in un esposto al sindaco
laurianese Matilde Casa
ed alla Polizia Municipale –, quando nell’area
sottostante le nostre abitazioni
è stata costruita
una baracca, adibita a
pollaio, dalle persone
affittuarie del terreno
dove sorgono delle serre. Baracca riempita di
galli e galline. In linea
d’aria, non dista più di
cento metri dalle nostre
abitazioni ».
Nelle prime
settimane, i firmatari
dell’esposto speravano
che si trattasse di una
soluzione temporanea,
per tenere gli animali di
qualche conoscente recatosi
in ferie. Poi, con
il trascorrere dei giorni,
i residenti di borgata
Crosi hanno iniziato a
pensare che si trattasse
di una nuova attività avviata
dagli affittuari del
vicino terreno.
Dall’agosto
scorso la situazione
è diventata sempre più
pesante, « con uno schiamazzo
ininterrotto dal
mattino, alle ore 4:30,
sino alla sera. Non era
possibile dormire con le
finestre aperte, né tantomeno
riposarsi durante
la giornata. Si tenga
conto che nella borgata
abita anche un bambino
di appena 8 mesi ».
Un residente ha anche
registrato, alle 5 di varie
mattine, i rumori provenienti dalla zona della
baracca, con galli e galline. Nel settembre scorso
Angelo Actis Giorgetto
si è rivolto all’ispettore di
Polizia Municipale Paolo
Rossetto, facendogli
ascoltare la registrazione. L’ispettore Rossetto
« si propose di andare a
parlare con i proprietari
degli animali, per vedere
di trovare una soluzione,
che però non si
è trovata ».
Il 24 ottobre
lo stesso Giorgetto e Silvio
Matera si sono recati
presso i proprietari degli
animali, chiedendo di
spostare la baracca delle
galline in una zona che
provocasse meno rumore
e disagi. « Ci è stato
risposto che, se non eravamo
contenti di questa
situazione, avremmo
potuto tornarcene a vivere
in città – affermano
i firmatari dell’esposto –. Presumiamo che la
nuova attività sia mirata
al commercio e che
quindi si ripeta ininterrottamente
nel tempo,
non permettendoci più
di essere a nostro agio
nelle nostre abitazioni ».
Le famiglie di borgata Crosi dei civici 1 e 3 hanno chiesto al sindaco Matilde Casa e alla Polizia Municipale di « intercedere per nostro conto per il rispetto del diritto alla quiete e della convivenza civile tra persone, nonché al rispetto della quiete pubblica e del riposo ».
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