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Si è spento a 99 anni, fu primo cittadino dal 1958 al 1970

L’addio del paese a Evasio Faletti sindaco e fondatore del Comune

[ Evasio Faletti ]

Cavagnolo. (r.c.)     Per una nazione, sarebbe un “padre della patria”. Per Cavagnolo, Evasio Faletti è stato il fondatore del Comune. Se n’è andato a 99 anni non solo il sindaco cavagnolese per 22 anni (ricoprì l’importante carica dal 1958 al 1970), ma anche il principale animatore del movimento di cittadini ed amministratori che portò, nel 1957, alla costituzione dell’ente comunale cavagnolese.

    Faletti, da tutti conosciuto come “Pinot”, è mancato nella casa di riposo Palazzo Caligaris di Fontanetto Po, lasciando affrante le figlie Letizia e Rinalda e le loro famiglie, con i nipoti Ornella, Simonetta e Michela, l’adorato pronipote Federico e tutti i parenti, i quali nel manifesto funerario hanno voluto sottolineare che il loro caro « è stato un simbolo di umiltà, onestà e rettitudine; attaccato alla sua famiglia, al suo lavoro e alla sua Cavagnolo ».

    Anche se sono trascorsi molti anni dal 1970, quando una sera, al termine di un Consiglio comunale, Faletti annunciò a sorpresa di voler chiudere l’esperienza di sindaco (avviando l’era del primo cittadino Remigio Lazzaro), sono stati molti i cavagnolesi che hanno partecipato al rosario, recitato mercoledì 25 novembre nella chiesa parrocchiale, ed ai funerali, svoltisi nella mattinata di giovedì 26.    C’erano anche dei giovani, che sicuramente in casa avranno sentito parlare del “Pinot” come « colui che ha permesso al Comune di Cavagnolo di ricostituirsi ».

    In piena era fascista, su imposizione del duce Benito Mussolini, molti Comuni vennero sciolti ed aggregati.   Nel 1927 venne dunque istituito il Comune di Brusasco-Cavagnolo (che sopravvive soltanto nelle carte d’identità di chi nacque in quella zona tra il 1927 ed il 1957), ente che raggruppò anche Brozolo e Marcorengo (molti abitanti di quest’ultimo centro, attuale frazione brusaschese, continuano a vivere ancora oggi quello scioglimento come un’ingiustizia).

    Faletti, eletto nei primi anni Cinquanta consigliere nel Comune unificato, ne diventò vice sindaco.   Sin da subito si pose l’obiettivo di ridare a Cavagnolo la dignità di Comune.    Un progetto agevolato anche dalle difficoltà gestionali emerse, sin dal secondo dopoguerra, tra i rappresentanti delle variegate aree del Comune unificato.    Faletti si mobilitò fortemente, coinvolgendo i cittadini cavagnolesi ed interessandosi presso gli organi superiori, per raggiungere l’obiettivo della riapertura del Comune di Cavagnolo, con l’incoraggiamento del prevosto del tempo, don Mussano.    Trattò la “separazione” da Brusasco, dal quale ottenne il giusto riconoscimento dei fondi necessari per l’allestimento del municipio e di tutti i servizi richiesti a quell’epoca dall’ente.    Nacque così il Comune collinare che oggi è il più popoloso della collina, con i suoi oltre 2.200 abitanti.

 Il ricordo di Corsato e Sampò

Cavagnolo.    « Un grande uomo »: comincia così il ricordo di Evasio Faletti da parte del sindaco Franco Sampò.    « Il paese ha perso un figura di spicco, fondatore della rinascita del Comune avvenuta nel 1957 e stimatissimo dai cavagnolesi, per il suo decennale impegno a favore della comunità.    Dopo aver lasciato la carica di sindaco, che per tanti anni ha esercitato con saggezza ed intraprendenza, ha continuato ad interessarsi ed a chiedere, sino a tarda età, notizie sull’andamento del paese, al cui bene ha sempre tenuto molto ».

    Mario Corsato, ex sindaco e attuale capogruppo dell’opposizione, sottolinea che « Faletti fu una persona buona e onesta, sempre disponibile al dialogo con i cittadini.   Oltre ad essere padre fondatore del Comune, ebbe anche la felice intuizione di dare una piazza al paese.   Fu dunque anche lungimirante.   Abbiamo perso un uomo protagonista di un importante pezzo di storia di Cavagnolo ».

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