San Sebastiano da Po.
La Regione Piemonte
ha stanziato un contributo
di 20.160 euro a favore di
Cascina Caccia di in via
Serra Alta 6, per proseguire
i progetti di recupero e
riutilizzo sociale degli immobili
confiscati alla criminalità
organizzata. La
delibera è stata approvata
dalla Giunta regionale, su
proposta dell’assessore Mercedes
Presso e dell’assessore
Sergio Deorsola.
Si tratta
dell’ex cascina Belfiore,
dove 27 anni venne impartito
l’ordine di uccidere il
procuratore capo di Torino,
Bruno Caccia. Com’è noto,
la cascina è stata affidata al
Gruppo Abele di don Luigi
Ciotti. Si tratta dell’applicazione
della legge regionale 14 del
2007 e del suo successivo regolamento,
per la erogazione
di contributi finalizzati
volti a consentire il riutilizzo
e la funzione sociale dei
beni confiscati alla criminalità
organizzata e assegnati
ai Comuni. « Una legge che
nacque dalla condivisione
da parte di tutte le forze
politiche, del Consiglio regionale
e della Giunta, con
l’obiettivo di contrastare i
fenomeni mafiosi – ha spiegato
l’assessore Deorsola –. Una legge che coinvolge
diversi soggetti istituzionali
perché opera attraverso più
aspetti, dalla formazione
del personale docente per
l’educazione alla legalità
nelle scuole al sostegno dei
progetti per il recupero sociale
dei beni confiscati ».
Tra gli altri beni confiscati,
vanno ricordati lo stabile
di via Salgari 7 a Torino,
abbandonato dal 1999
quando venne sequestrato
al camorrista Ciro Peloso e
destinato a laboratorio linguistico,
la cascina di Moncalvo
(Asti), appartenuta al
braccio destro di Bernardo
Provenzano e quella del
malavitoso Vito Riggio a
Volvera (Torino).
Nella serata di sabato 9
gennaio, un gruppo di volontari
d Cascina Caccia
ha presenziato al torneo
di calcio a 5 delle “dodici
ore”, organizzato dall’Usd
Pro Cavagnolo, con un
banchetto dove veniva fornito
materiale illustrativo
sulle iniziative dell’associazione
Libera, contro tutte
le mafie. Molti, tra i giovani
partecipanti al torneo e tra
gli spettatori, che hanno
richiesto informazioni e si
sono dichiarati interessati
all’attività di Libera. Sono
stati esposti anche i prodotti
alimentari frutto del progetto
di vivaio-giardino nell’ettaro
di terreno che circonda
l’edificio di via Serra Alta.
Cascina Caccia, oltre ad essere un luogo di produzione culturale e di accoglienza, sta infatti diventando anche un luogo di produzione alimentare. Il primo prodotto a marchio “Libera Terra” del nord Italia è stato il miele biologico di millefiori, di acacia e di melata. Alla fine di novembre è stato inoltre piantumato un noccioleto, per la produzione delle “nocciole del Piemonte”, sempre con il marchio “Libera Terra”.
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