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 Cavagnolo   La proposta del capogruppo di minoranza Mario Corsato

« Intitoliamo la sala consiliare a Faletti »

L'ex sindaco e rifondatore del Comune deceduto a novembre

Cavagnolo. « Intitolate la sala consiliare di Cavagnolo all’ex sindaco Evasio Faletti »: è la richiesta avanzata al primo cittadino cavagnolese, Franco Sampò, dal gruppo di minoranza, guidato da Mario Corsato.    L’ex sindaco e rifondatore del Comune di Cavagnolo, cavalier Evasio Faletti, è scomparso alla fine di novembre all’età di 99 anni.

    « La scelta del locale proposto per l’intitolazione è giustificata dal grande impegno profuso dal cavalier Faletti nell’acquisizione del palazzo del municipio, ritenuto da egli stesso la base fondante del ricostituito Comune di Cavagnolo.    Proponiamo inoltre di organizzare la cerimonia dell’intitolazione alla presenza dei familiari del compianto Evasio Faletti, della Consulta degli ex amministratori, della Consulta Giovanile, del Consiglio comunale dei ragazzi e delle associazioni operanti sul territorio comunale e di tutti i cittadini.    Per realizzare la cerimonia dell’intitolazione chiediamo alla Giunta ed alla maggioranza di prevedere nel bilancio 2010 lo stanziamento di fondi necessari alla copertura della relativa spesa ».

    Faletti fu sindaco di Cavagnolo dal 1958 al 1970, dopo aver ricoperto la carica di vicesindaco del Comune unificato di Brusasco- Cavagnolo.

    « La figura del cavalier Faletti è di notevole importanza per tutta la comunità cavagnolese per la responsabilità con cui assolse ai propri incarichi amministrativi, ma soprattutto per il ruolo da egli ricoperto nelle fasi di ricostituzione del Comune di Cavagnolo, che risale al 1957 – afferma il capogruppo di minoranza Corsato –.
    Erano quelli anni difficili: l’unica risorsa in entrata a disposizione degli enti locali era la tassa di famiglia.    Sul progetto di ricostituzione del Comune gravava il timore di non farcela da soli e di dover quindi gravare in maniera pesante sulle famiglie, tramite l’unico tributo di competenza comunale.
    Fu in questa fase che Faletti, alla testa di un gruppo di volontari, tra i quali anche il parroco Don Carlo Mussano, passò casa per casa, consultando quante famiglie possibili con l’intenzione di verificare i presupposti per la ricostituzione del Comune di Cavagnolo, che si sarebbe dovuto estendere entro i medesimi confini antecedenti l’unificazione, avvenuta nel 1928 con Decreto del Duce.    La gestione della separazione fu molto difficile e delicata per la comunità cavagnolese e Faletti seppe gestirla con competenza e lungimiranza, di concerto con i suoi collaboratori ».

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