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Il procuratore Guariniello spiega il “processo Eternit”

Raffaele Guariniello

Cavagnolo. (s.b.)     Nella serata sul tema dell’Eternit, svoltasi venerdì 29 al Palazzetto dello Sport, era molto atteso l’intervento di Raffaele Guariniello, coordinatore del gruppo sicurezza sul lavoro presso la Procura della Repubblica di Torino.

    Di fronte al numeroso pubblico ed ai vari sindaci presenti, il procuratore ha spiegato la peculiarità del processo in corso: dimostrare che non sono state disattese le norme di sicurezza solo nell’ambiente di lavoro, ma che le morti sono continuate anche dopo la chiusura della fabbrica e sono state colpite da asbestosi e mesotelioma pleurico anche persone che non hanno mai lavorato in quell’ambito.    Processo difficile che però offre la possibilità di ricercare in tutta Italia altre situazioni simili per poterle riconoscere.

    A Torino è stato istituito l’Osservatorio dei tumori professionali: in dieci anni ne sono stati individuati circa 14 mila.    E’ uno strumento utile, ma dovrebbe essere diffuso su tutto il territorio nazionale e soprattutto occorrerebbero magistrati: sono pochi e non possono reggere il carico di certi processi.    Inoltre anche loro “dovrebbero farsi un esame di coscienza”.

    Altra necessità sarebbe quella di creare una Procura nazionale sulla sicurezza del lavoro: il processo è a Torino grazie a Cavagnolo perché le giurisdizioni limitano le possibilità d’intervento.    Il giornalista Michele Ruggiero ha affermato che un grave problema collegato al processo è che le società implicate sono potenti e riescono a gestire gli uffici stampa.

    Bruno Pesce, coordinatore della vertenza amianto, ha insistito sul fatto che la tutela deve essere capillare e preventiva.    Per l’Eternit non è stato così: il sindaco Franco Sampò ha effettuato una ricerca scoprendo che nel 1907, un anno dopo che era iniziata la produzione in Italia, si è iniziato a segnalare l’asbestosi.    L’Unione Europea ha bloccato definitivamente la produzione nel 2005.    In molti Paesi, come il Canada, si continua a produrre.

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