Cavagnolo. I Padri Maristi lasceranno Cavagnolo nel prossimo giugno e l’abbazia di Santa Fede verrà messa in vendita. La notizia è stata comunicata al vescovo di Casale Monferrato, monsignor Alceste Catella. Ai padri maristi, infatti, dal 1992 la curia vescovile aveva affidato la parrocchia di Cavagnolo (dal 1979 curavano già le parrocchie di Tonengo e Moransengo). I fedeli cavagnolesi si apprestano quindi a vivere gli ultimi cinque mesi sotto la guida di padre Sante Inselvini, che regge la Parrocchia del paese dal 2005. I Maristi esercitano il loro magistero spirituale nell’abbazia di Santa Fede dal lontano 1895, garantendo anche la protezione e l’accesso ad un bene architettonico di importanza non solo collinare, ma regionale. « Si tratta di una decisione che veniva rinviata da una ventina d’anni – spiega padre Inselvini -. Il numero di maristi continua a diminuire e nel contempo ad innalzarsi l’età media di chi è rimasto. A Cavagnolo, oltre a me, è rimasto padre Attilio, che ha bisogno di assistenza. Da solo io non posso seguire le incombenze che comporta la conduzione di ben tre parrocchie. Inoltre l’impegno economico richiesto per il mantenimento della struttura di Santa Fede è diventato troppo oneroso per i Padri Maristi. Intendiamo parlarne con il sindaco Franco Sampò, ma ormai la decisione di lasciare Cavagnolo è presa ». Circa il suo futuro destino, padre Inselvini afferma che « sarà la mia congregazione a decidere ed a me non resterà che obbedire ». Ci sono però delle ipotesi: « Siccome ho conseguito una laura in psico-pedagogia, discutendo una tesi sulla prevenzione ed il recupero dei giovani tossicodipendenti, non escludo un mio impegno in questo campo, oppure come cappellano al supercarcere di Sulmona ». Infine un messaggio di padre Inselvini ai fedeli cavagnolesi: « Sono certo che continueranno ad impegnarsi come in questi ultimi cinque anni, per il buon funzionamento della parrocchia. Quello che facciamo verso chi ne ha bisogno, anche se talvolta sembra una goccia nel mare, ha l’effetto di aumentare la sensibilità fraterna e cristiana e nello stesso tempo di donare, a chi ne ha bisogno, un po’ di speranza e la consapevolezza di non essere soli ».
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