Cavagnolo.
(s.b.)
“La
giustizia non ci viene regalata,
bisogna conquistarla”:
con queste parole Romana
Pavese Blasiotti, presidente
dell’Associazione familiari
delle vittime dell’amianto,
ha conquistato l’uditorio
e riassunto moralmente la
serata tenutasi al Palazzetto
dello Sport di Cavagnolo venerdì
29 gennaio.
Titolo della
serata era “600.000 fibre
in un respiro”, in riferimento
al documentario di Michele
Ruggiero, giornalista RAI,
sulla tragedia dell’amianto
a Casale, che però per un problema tecnico non si è
potuto vedere. Pezzo forte
della serata l’intervento del
procuratore Raffaele Guariniello,
coordinatore del
gruppo sicurezza sul lavoro
e Pubblico Ministero nel
processo dell’amianto. Sono intervenuti il sindaco
di Cavagnolo Franco
Sampò, il coordinatore della
vertenza amianto Casale-Cavagnolo, Bruno Pesce,
e gli assessori regionali Giovanna
Pentenero e Nicola
De Ruggiero.
I relatori hanno
posto l'accento su alcuni
punti: la scelta tra profitto e
rispetto della vita, la lenta e
difficile presa di coscienza
del problema a partire dagli
stessi lavoratori, consapevoli
dei rischi, ma costretti a
continuare il proprio lavoro
dalla necessità il problema
della bonifica, con tutti gli
aspetti correlati.
Il processo in corso a Torino
è, nel contempo, un
punto di arrivo e di partenza:
la significativa frase pronunciata
da Romana Pavese
racconta una storia di lotte,
denunce e sofferenze che
non è fine a sé stessa perché
si continua a morire e soprattutto perché si continua
a produrre. L’incontro è stato tenuto
nel Palazzetto dello Sport
perché un tempo era il deposito
della fabbrica: adesso
è il simbolo di quella riconversione
della produzione
più volte richiesta e mai attuata
che avrebbe permesso
di avere il lavoro e anche la
salute.
Un punto importante è
anche quello economico: la
Regione ha stanziato 35 milioni
di euro, ed ha varato la
legge 30 che tiene per la prima
volta in considerazione anche l'aspetto ambientale,
sanitario, di ricerca e di tutela
legale, ma questa è solo la
base. Come ha fatto notare
Mario Corsato, ex sindaco
di Cavagnolo, “per mettere
in sicurezza occorrono
risorse, tariffari chiari per
il cittadino e controlli sullo
stoccaggio delle scorie”. La serata è stata promossa
per avvicinare tutti, ma soprattutto
i giovani, a questa
muta tragedia consumatasi
nel nostro territorio e che ha
visto vittime di vari Comuni
delle Colline del Po.
[ v. articolo "Il procuratore Guariniello spiega il processo Eternit" a pag. 24 - IV ]
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